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«Il Segnalibro» -
Aprile 2011
Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859
Il Segnalibro n. 172 aprile 2011
VARESE
GARIBALDI ED URBAN
NEL 1859
di Giuseppe Della Valle*
Edizioni Arterigere, pp. XVI+230, ? 14,00
In occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e le Edizioni Arterigere ripropongono la ristampa del libro, di cui non c'è più traccia sul mercato editoriale, Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859, scritto dal sacerdote Giuseppe Della Valle.
Pubblicato nel 1863, spiega nei dettagli ciò che avvenne prima, durante e dopo la battaglia garibaldina di Biumo Inferiore del 26 maggio 1859 contro gli austriaci guidati dal feroce tenente maresciallo Urban che si era già distinto per la brutale reVarese, Garibaldi ed Urban nel 1859pressione di movimenti popolari in Ungheria.
Nella battaglia di Biumo Inferiore persero la vita u Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859 na ventina di patrioti tra i quali Ernesto Cairoli, l'eroe cui la città ha intitolato il liceo classico.
Il libro stampato nel 1863 e ristampato nel 1909 è oggi praticamente introvabile. Alla sua scomparsa può aver contribuito, unitamente all'ira clericale, allora contraria all'unità d'Italia, l'ottusità politica di quanti odiarono e odiano Garibaldi e i garibaldini (tema di grande attualità) e di quanti si ostinano a negare la partecipazione del popolo ai molti movimenti per l'indipendenza e per l'Unità d'Italia.
Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859 merita una nuova edizione, sia per le importanti e giuste valutazioni storiche, sia per l'esattezza dei dati e la vivacità delle descrizioni. Molti sono anche gli aneddoti, che fioriscono spontanei e che non distraggono il lettore dalla viva sostanza della narrazione. Amor di verità ed entusiasmo garibaldino fanno scorrere facile e dilettevole la penna dell'autore.
A Della Valle importava più d'ogni altra cosa di mettere in luce una componente, che i cronisti d'allora non avevano tenuto in gran conto: la partecipazione popolare. Raccontò con fedeltà storica e ricchezza di particolari le vicende varesine di quel tempo. Non è, la sua, la testimonianza di chi è mosso da intenti apologetici, ma la descrizione di quanto d'eroico e meno eroico avvenne (spie, profittatori e traditori non mancarono ed egli ne parla con franchezza) senza concessioni a un malinteso senso patriottico.
Tutti i momenti più significativi vissuti dai varesini dal 1848 al 1859 sono riproposti con ampiezza di descrizioni. Tant'è vero che questo testo è stato ed è un punto di riferimento essenziale per conoscere la storia di quegli anni.
Don Peppino non era tipo da palesar timori nei confronti del dominatore straniero o verso i suoi superiori ecclesiastici. Del fatto che assumendo certe posizioni potesse correr più d'un rischio era ben conscio, ma ciò non gli impediva di dir forte come la pensava e di scriverlo con altrettanta decisione.
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* Nato nel 1823 e morto nel 1877. Sacerdote, testimone e protagonista degli episodi più significativi del Risorgimento vissuti
da Varese, egli oltre che scriverne la storia vi partecipò attivamente.
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