«La Provincia di Varese» - 3 marzo 2011
Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859

[il libro di Giuseppe Della Valle]
Quella Varese garibaldina del 1859
che accolse in trionfo il primo Re d'Italia

VARESE Garibaldi era arrivato a Varese di notte, ricevendo un'accoglienza clandestina ma trionfale. Pochi giorni dopo, il 26 maggio 1859, la battaglia di Biumo Inferiore sconvolse la città, che partecipò alla vittoria contro le truppe del tenente maresciallo Karl Von Urban. Pochi mesi dopo, il 17 agosto 1859, Vittorio Emanuele II, re dell'Italia quasi del tutto riunificata, entrò a Varese da eroe. Anche questo episodio è raccontato nel volume "Varese, Garibaldi ed Urban" che la casa editrice Arterigere ha ristampato per conto dell'Anpi e dell'Istituto varesino "Luigi Ambrosoli". Un libro scritto da don Giuseppe Della Valle, sacerdote che raccontò da protagonista il Risorgimento da Varese. Il libro, presentato pochi giorni fa nella sala Morselli della biblioteca civica, racconta diversi episodi della Varese risorgimentale, una città giardina appassionatamente pro Unità d'Italia: anche i varesini "comuni", secondo la testimonianza di don Della Valle, parteciparono convinti alla lotta per l'indipendenza.
La prima visita del re Vittorio Emanuele nella città liberata dagli austriaci, quindi, fu un vero avvenimento. La carrozza del re, racconta Della Valle, faceva fatica ad avanzare, per la folla che si era riversata in strada per salutare il nuovo monarca, evidentemente visto come il liberatore dalle "brutalità dell'austriaco maresciallo Urban". Vittorio Emanuele attraversò tutta la città, entrando da Biumo Inferiore, per passare sotto l'arco eretto come monumento alla battaglia del 26 maggio. Sono ricche di enfasi, le pagine di Della Valle: descrivono in toni commossi ed entusiastici i particolari della visita regale a Varese, che fruttò al podestà Carlo Carcano la carica di "Ufficiale dell'Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro". Un riconoscimento che il podestà accettò, ma come «un onore fatto ai miei concittadini».
Tappa obbligata della visita regale fu l'ospedale, dove molti dei Cacciatori delle Alpi che avevano combattuto durante la battaglia di Biumo erano ancora ricoverati. «Il Re magnanimo e pietoso disse parole di encomio, di conforto, di gratitudine» ai combattenti, racconta Della Valle, in un ricordo commosso, così convinto della giustezza delle proprie idee da chiamare "Martiri" i caduti in battaglia. Tutto lo spirito romantico, con i suoi valori assoluti e l'attaccamento quasi mistico all'ideale di Patria unita si respira in queste pagine che riportano il lettore ad un tempo in cui i varesini seppero combattere e morire per la propria libertà.
Chiara Frangi

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