«Messaggero Veneto» - 5 luglio 2010
Racconti Brevi
Il Messaggero Veneto - lunedì 5 luglio 2010
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I "Racconti brevi" di Luciana Benardelli
fantastiche perle di vita quotidiana
Esce postuma la raccolta della scrittrice goriziana
di PAOLO L. MEDEOSSI
«Questo libro di racconti brevi è paragonabile, secondo me, a un concerto da camera, intimo, in cui a luci soffuse ci lasciamo cullare dalla musica, fino a compenetrarci con essa e dimenticare tutto il resto: si tratta di pennelli di vita quotidiana, descritta con simpatia e tenerezza, e con simpatia verso i personaggi, talvolta non esenti da drammaticità»: è quanto scrive, nella postfazione, Mainardo Benardelli de Leitenburg a proposito della raccolta di Racconti brevi di Luciana Benardelli, sua madre (edizioni Arterigere, 296 pagine, 12 euro) pubblicata postuma (l'autrice ci ha lasciati il 28 luglio dello scorso anno) inversione riveduta e accresciuta.
E non possiamo che trovarci d'accordo con Mainardo - goriziano, ambasciatore in Guatemala (che ci onora, lo diciamo a scanso di equivoci e per sgombrare il campo, della sua amicizia), lui stesso autore di libri ben scritti e interessanti -, e con il suo giudizio, che, seppure condizionato da profondo amore filiale, coglie nel segno il lascito che si riceve dalla lettura di questi racconti, cui secondo noi va aggiunto un sottofondo di nostalgia che chi legge prova alla fine per un sentire la vita e un rapporto con la realtà che paiono perduti o perlomeno rarissimi.
Non a caso, Mainardo, sempre nella sua postfazione, scrive: «Sentimenti d'altra epoca? In questo mondo odierno a cui non si dà più importanza alla poesia e ai sentimenti, se non per immetterli nel circuito commerciale, come si trattasse di altra merce? Forse, ma sento che si tratti di qualcosa di più, di qualcosa che ci innalza al Divino, all'Assoluto. E Luciana, che questi sentimenti - da persona profondamente romantica che era - provava ogni giorno, e riusciva a commuoversi per immagini e pensieri che magari succedevano lontano da lei, in un altro continente, o che viveva nel suo cuore, decide di scrivere questi racconti, di seguire quelle autrici (penso solo alla Austen o alla Bronte) che tanto ammirava».
Davvero i racconti si leggono d'un fiato, perle basate sulla vita quotidiana, arricchite e impreziosite dalla fantasia, dall'estro, dalla creatività e dalla scrittura dell'autrice: come esempio citiamo il racconto dal titolo La casa aveva un cuore, che ci ha tanto ricordato Gianni Rodari, e non è poco.
In chiusura, condividendo, riportiamo quanto ha scritto nella prefazione alla prima edizione di questo libro Vintilia Horia, grande scrittore romeno in esilio: «E come per una specie di ubiquità, turistica e sentimentale allo stesso tempo, alcuni racconti corrono per avventure con un movimento vivace e colorito, altri traducono il contrasto pieno di malinconia tra le illusioni e la realtà; e tutti riflettono l'inquietudine della quotidiana, eterna commedia umana di cui siamo da sempre attori obbligati. Si può dire di essi che sono un incontro interessante, su cui merita soffermarsi».
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