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«La Provincia di Varese» - 24 giugno 2010
Teruel-Malaga

GIOVEDÌ 24 GIUGNO 2010 | LA PROVINCIA DI VARESE | CULTURA | 63

NERO SU BIANCO
«Arterigere», quando l'editore ha il coraggio della qualità

Da Varese il caso di una piccola ma combattiva realtà culturale nata nel 1984
Dall'Afghanistan alla guerra di Spagna con un occhio per la storia locale: funziona
di Max Lodi

C'è una piccola casa editrice varesina che sta diventando oggetto di grandi attenzioni. Si chiama Arterigere, non ha mai avuto santi in paradiso, tiene i piedi attentamente posati a terra, si dedica a cose di casa nostra e a cose della casa di tutti. Nel senso di opere imperniate su temi di carattere generale e non del territorio.
Opere scelte secondo una speciale curiosità storico-politica, e delle quali le ultime due sono «Afghanistvietnam, analisi di un conflitto troppo in fretta dato per vinto» di Arcangelo Marcucci e «Teruel-Malaga, 1936-1939» di Massimo de Lorenzi. Diciamo subito di queste, prima di dire altro su Arterigere. Il primo libro l'ha scritto un ufficiale dell'esercito italiano, esperto d'analisi strategica, protagonista di numerose missioni all'estero. Ha deciso d'addentrarsi nel puzzle afghano per cercare di capire ciò che all'esterno si capisce poco. O che non si capisce per nulla. La cura del dettaglio offre un quadro completo, non solo complesso, dello status quo e proprio tale attenzione permette di raffrontare la situazione d'oggi da quelle parti con la situazione d'allora dalle parti dell'Indocina. In breve: ecco uno strumento adatto per leggere lo scenario d'un conflitto aiutandosi con la rilettura dello scenario di un altro.
Il secondo libro lo firma uno psicologo che è anche cultore del periodo tra le due guerre. Uno psicologo che si dedica alla storia? Sì, perché la storia raccontata esige un'introspezione particolare. E' la storia di due ragazzi, un antifascista e un fascista, che partecipano alla guerra civile spagnola del '36, tornano a casa, raccontano le ragioni opposte di quella scelta eguale, spiegano le idealità che li spinsero al gesto, confessano le delusioni provate dopo che il gesto fu compiuto. Delle due esperienze importa relativamente il contenuto, importa invece assolutamente il contenitore. Cioè coloro che rendono la testimonianza residuale di quel tempo, e che ne denunziano le prevaricazioni morali, la violenza generazionale, le fragilità politiche. E' una rivisitazione illuminante delle oscurità d'un periodo mai fin troppo esplorato.
E adesso torniamo ad Arterigere. La casa editrice si chiama così essendo nata con lo scopo di mandare in libreria monografie di architettura. Era il 1984, e l'assaggio non fu male. Poi, tre o quattro anni dopo, avvenne il cambio di direzione e di marcia. Direzione verso la storia e in marcia con la storia. Pronubo delle nuove nozze fu Franco Giannantoni, studioso e ricercatore già allora di fama nazionale. Proprio d'un libro a firma sua e di Giorgio Cavalleri, dedicato ai partigiani Gianna e Neri e già pubblicato da Mursia, uscì un'edizione con il marchio Arterigere. Fu il principio di un'avventura che prosegue tuttora e della quale il motore sono Carlo Scardeoni, Mario Chiarotto e Mauro Franzoni.
L'azienda non ha smesso la sua funzione di laboratorio grafico di qualità (lavora, ad esempio, con l'Archivio del moderno di Mendrisio, con l'Accademia ticinesi di architettura e con il Liceo artistico di Varese) e ha incrementato quella di casa editrice. Sei-otto libri all'anno, un migliaio di copie ciascuno, niente ricorso all'on-line confidando nella imperitura bontà del metodo di lettura tradizionale, nessuna imposizione di prevenduto agli autori. Se si crede in quel che propongono, lo si fa. E poi viene fiduciosamente lasciato il verdetto al mercato, senza che sostegni d'alcun tipo intervengano a favorire la diffusione. Sostegno, invece, viene dato ai meno fortunati: è qui (tanto per citarne una) che si stampano libri specificamente ideati per i non vedenti.
Un caso singolare nel panorama dell'editoria. Un caso meritorio. Un caso nient'affatto solitario. I piccoli editori di qualità resistono e addirittura proliferano, ma quante difficoltà, quanti sacrifici, quanta diffidenza, quanto produrre molto per ottenere poco. Adesso gli han tagliato anche il minimo beneficio delle spese postali ridotte e li costringono ad essere eroi quando si contenterebbero d'assai meno: d'essere comunicatori di cultura perché convinti che questo serva a costruire una società migliore. C'è ancora (incredibilmente) chi si pone questa finalità etica. Che nel Paese chiamato Italia diventa, bongré malgré, epica.

«chi siamo»
«Arterigere nasce a Varese nel 1984. Per alcuni anni abbiamo pubblicato "Agorà", rivista annuale nella quale collaborano importanti autori e storici, con alcuni dei quali inizia un proficuo rapporto, che sfocia nella pubblicazione di alcuni libri e la creazione della collana «La Memoria». Nel 2004, dall'incontro con il Comitato di Redazione di «In Punta di Vibram» (il cui nome nel 2007 è stato mutato in "L'Impronta degli Alpini"), nasce l'omonima collana su Alpini e temi di montagna. Oltre ai temi storici, sin dall'inizio, abbiamo edito e curato, come consulenti editoriale, la pubblicazione di libri d'arte e architettura. Nel 2007, con la collaborazione del del Liceo Artistico "A.Frattini" di Varese, nasce la nuova collana "Percorsi d'Arte"».

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Credits
Arterigere - Chiarotto Editore - Piazza De Salvo 7 - 21100 Varese
Tel/Fax 0332.264467 - e-mail info(at)arterigere.it