«Il Segnalibro» - aprile 2010
Il Generalissimo dei Caraibi

Il Segnalibro n. 160 aprile 2010

IL GENERALISSIMO DEI CARAIBI
di Jaime Díaz Rozzotto*
Traduzione di Marcella Antonini
Edizioni Arterigere, pp. 159, 14,00 euro

Jaime Díaz Rozzotto, nel cuore della più viva tradizione letteraria latinoamericana, ci dà questo romanzo di lotta, di testimonianza, di denuncia.
Fa filosofia, fa poesia, crea, senza allontanarsi mai dalla trincea della protesta. E al tempo stesso denuncia l'ingiustizia direttamente, nel dialogo dei suoi personaggi, e in forma indiretta, facendoli agire. Senza mai cadere nel pamphlet, nella letteratura orientata, nel manifesto politico.
Il senso delle realtà vissute o sognate, la satira pungente, la risata aspra, il grido vibrante, rivelano in questa opera tutte le possibilità dell'autore, nel quale si fondono il filosofo, il poeta, il relatore, il libellista, il politico. Non esiste nessuna via d'uscita alle difficoltà: il romanziere è preso d'assedio, la sua intelligenza è inutile, le chiavi del vivente non funzionano nelle serrature del mistero e deve svuotarsi di tutta la realtà che lo imbratta per farsi trasparente e percepire, attraverso la luce del sogno, qualità e fughe immaginarie.
(Dalla prefazione di Miguel Angel Asturias**)
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* È nato a Quetzaltenango, Guatemala, nel 1918. Nel 1944 partecipa alla rivoluzione contro Ubico che governa il paese al servizio degli Stati Uniti. Ottiene la cattedra di Storia della filosofia e Logica all'Università San Carlo del Guatemala (Quetzaltenango). Quando la persecuzione si fa più dura, raggiunge l'Unione Sovietica. Di ritorno in Messico, occupa la cattedra di Filosofia delle scienze, di Storia della filosofia e di Filosofia politica all'Università di Michoacan; viene arrestato nel 1966 e accusato di complotto contro il governo messicano. Dopo essere stato torturato, è consegnato al governo guatemalteco e imprigionato a Città del Guatemala dove è minacciato di morte. Un movimento di solidarietà in Guatemala e in tutta l'America latina gli permette di lasciare il carcere e di recarsi in Francia. È professore di Storia e Letteratura latinoamericane all'École des Hautes Études de l'Amérique Latine, poi al CNRS, a Parigi. Occupa per diciotto anni la cattedra di Professore di Storia e Letteratura Latinoamericane all'Università della Franca Contea. Oggi vive a Marchaux, nei pressi di Besançon, senza interrompere la sua attività di filosofo, scrittore, poeta, critico. Fra le sue opere ricordiamo: El carácter de la revolución guatemalteca, Ocaso de la revolución democrático-burguesa (1958), La gnoseologia del neopositivismo (1966), Lateinamerika, ein Kontinent wird geschmiedet (America Latina, come si forgia un continente), (1973 in tedesco), Le général des Caraïbes, romanzo, (1971, titolo originale, El generalísimo del Caribe, mai pubblicato in spagnolo, ora in traduzione italiana), El papel quemado (1993), Le jardin de l'oubli, poesie (2002), La infanta di cuori, intermezzo (2002).
** Premio Nobel per la letteratura 1967.

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