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Il
Segnalibro n. 150 - maggio 2009 - pp. 20-21
LA
"LUNGA" RESISTENZA OPERAIA CONTRO IL FASCISMO
1922 - 1945
di Giovanna Frisoli* e Amerigo Sallusti**
Edizioni Arterigere-EsseZeta, pp. 222, € 14,00
In
un momento storico come quello che stiamo vivendo un libro
che narra di lotte di classe è di per sé un evento che suscita
attenzione e soddisfazione.
Gli
autori hanno questo primo merito: di andare felicemente controcorrente,
documentando una lunga vicenda di conflitti, di lotte di resistenza,
di autonomia operaia. Di insurrezioni, di rivolte e scioperi
spontanei, di organizzazioni clandestine e di massa, di esperimenti
di autogoverno proletario. L'altra faccia del fascismo, si
potrebbe dire. O - ma forse è lo stesso - il controcanto incoercibile
del comando capitalistico.
È
una storia tenace, che abbraccia il lungo arco della «guerra
civile europea» (dalla Grande guerra al '45) dispiegandosi
per l'intera penisola. E qui sta l'altro merito di questo
libro, ispirato da un'intensa partecipazione e da un robusto
sentimento della persistenza: di non aver dimenticato il Mezzogiorno.
Al contrario, di avere ripercorso puntualmente episodi di
lotte operaie e contadine sovente trascurati: dalle occupazioni
dei cantieri navali di Palermo, Napoli e Taranto - sorprendente
eco del biennio rosso delle fabbriche torinesi e milanesi
- alle lotte mezzadrili e operaie della primavera del '44
a Matera e a Foggia e, nuovamente, nei cantieri di Napoli
e di Taranto.
Ci
fosse ancora un Cusin, parlerebbe forse di «antistoria». Di
certo si tratta di un racconto che batte piste desuete. Nel
seguirne gli sviluppi si avverte la passione che animava la
resistenza proletaria alla tirannide ed evocava nuovi scenari
forse possibili. Anche per questo vorremmo fossero in tanti
a leggere queste pagine, nelle quali - pur nell'estrema asprezza
del conflitto - vive un Novecento ricco di luce: perché le
speranze di ieri tornino a nutrire l'impegno di oggi e di
domani.
* Redattrice
di Amen rivista autoprodotta di cultura antagonista.
Diplomata alla Scuola del Cinema, una laurea in lettere.
Sceneggiatrice e regista di documentari politico-sociali.
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Sindacalista della Cgil, studioso delle sinistre comuniste,
in particolare tedesca e olandese, e delle culture del conflitto.
Fondatore di Mother
Jones,
un'associazione culturale che si occupa di libri, teatro e
cinema.
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