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«Il Segnalibro» -
aprile 2009
Il Cimitero Vecchio di Viggiù
Il Segnalibro n. 149 aprile 2009
IL CIMITERO VECCHIO DI VIGGIÙ
Una testimonianza di arte sepolcrale dell'Ottocento lombardo
di Francesca Nicodemi*
Arterigere - Liceo Artistico A. Frattini
Pp. 112, 42 foto a colori, 43 tavole in b/n, euro 15,00
Questo lavoro è stato effettuato per studiare il Cimitero Vecchio di Viggiù, un cimitero del periodo romantico che, abbandonato all'inizio del '900, rappresenta una testimonianza intatta e validissima di arte sepolcrale dell'800 lombardo: un vero esempio di "museo a cielo aperto".
Fino ad oggi non esisteva uno studio che permettesse di far conoscere questa importante testimonianza storica ed artistica.
Il lavoro è frutto di una ricerca sinergica e interdisciplinare che ha visto impegnati per l'intero anno scolastico 2003-2004 gli allievi e i docenti della classe III A del Liceo Artistico "A. Frattini" di Varese.
La stesura di questo scritto, da me curata, è stata preceduta da una scrupolosa consultazione dell'Archivio Comunale di Viggiù dove sono conservati tutti i progetti originali di questo camposanto: quelli concernenti la planimetria, le tombe orizzontali, le stele, i cippi, i ferri battuti e i progetti relativi alle cappelle.
Questo materiale, oltre ad essere assolutamente inedito e di grande interesse sia storico che artistico, ha permesso di ricostruire sistematicamente le fasi di realizzazione del camposanto, gli interventi succedutisi negli anni, quindi di individuare nelle sepolture le testimonianze delle correnti artistiche ottocentesche e infine di decodificare l'interessantissima simbologia presente nelle tombe. La stesura del testo è stata possibile grazie alla collaborazione degli alunni, che per tanti mesi mi hanno accompagnata nell'Archivio Comunale di Viggiù per ordinare ed organizzare tutto il materiale ivi conservato, materiale veramente ingente.
Per approfondire maggiormente questo argomento gli allievi, guidati dai loro docenti di scultura, professori Aldo Zuliani e Gabriele Scazzosi, hanno studiato e catalogato tutti i materiali usati per la realizzazione di questi monumenti funerari e hanno riproposto con calchi i particolari delle sepolture più interessanti.
Guidati dalla docente di disegno, professoressa Donata Vanerio, gli studenti hanno quindi riprodotto su tavole i morfemi proposti dai decori delle tombe: morfemi a volte inusuali e di grande interesse da un punto di vista grafico e soprattutto simbolico.
Obiettivo di questo impegno è soprattutto quello di sensibilizzare l'opinione pubblica affinché si proceda ad un lavoro di restauro, di tutela e di salvaguardia di questo cimitero poiché trovandosi proprio di fronte al Museo Butti, ne costituirebbe parte integrante.
È doveroso ricordare la partecipazione attiva degli allievi: Elisa Alfieri, Mara Bettin, Stefania Bruccoleri, Cristina Fazzari, Dalila Maraschi, Erasmo Massetti, Daniele Negri, Francesca Nigro, Claudia Oliverio, Junyi Pu, Katia Milagros Rado Janzic, Giulia Vanoli, Lara Venco. L'entusiasmo e l'assiduità che sempre li contraddistinguono, hanno apportato infatti, oltre alla loro gioia di "fare ricerca", un contributo preziosissimo a questo lavoro.
(Dalla Premessa di Francesca Nicodemi)
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