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Il
Segnalibro n. 149 - aprile 2009 - pp. 32-33
DIARIO
DI GUERRA
Da El Alamein alla tragica ritirata
1942-1943
di Vittorio Vallicella*
Edizioni Arterigere - Pp. 278, 38 tavole n.t., € 14,00
Vallicella
racconta, da soldato semplice, i terribili giorni di vita
militare passati in Africa settentrionale, quando l'esercito
italiano era impegnato in una massacrante, logorante e sanguinosa
battaglia contro gli inglesi, senza speranza di vittoria,
non da attribuire alla qualità, alle caratteristiche o al
valore dei nostri combattenti, bensì a forze nemiche ben più
elevate e soprattutto meglio organizzate.
I
viveri e i medicinali, ricorda Vallicella, spesso non erano
sufficienti per sfamarci, dissetarci e curarci.
Il
carburante scarseggiava e i nostri armamenti non venivano
rimpiazzati o subivano ritardi fatali, al punto che gli ufficiali
obbligavano la truppa a fare giornalmente l'inventario del
munizionamento individuale per evitare sprechi inutili.
Questo
Diario di Vittorio Vallicella (purtroppo postumo) esce per
la volontà dei suoi figli Nadia e Maurizio, ma anche per l'iniziativa
del gruppo culturale "Goito on line" presieduto da Davide
Moratello. Il memoriale era stato scritto, in buona misura,
tra l'immediato dopo guerra e gli anni cinquanta, sulla base
di ricordi vivissime di Vittorio e dei suoi appunti in presa
diretta, soprattutto nei giorni più drammatici, tra i bagliori
accecanti delle artiglierie e il furore dei bombardamenti
e mitragliamenti aerei, negli anni cruciali del 1942-1943
nel Nord Africa dove, insieme ad alcuni giovani goitesi, lo
aveva proiettato la guerra.
* Nasce
a Sommacampagna (Verona) nel 1918. Figlio di contadini e amante
della lettura, prima della seconda guerra mondiale, si trasferisce
coi genitori a Goito (Mantova). Ventenne partecipa alla guerra
d'Africa e alla terribile battaglia di El Alamein. Dopo la
lunga prigionia diventa dirigente sindacale nella Federterra
e si iscrive al Partito Comunista. Nel 1953 inizia l'attività
di edicolante e successivamente di libraio, senza però abbandonare
l'impegno politico. Muore nel 2005.
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