«rinascita» - 11 dicembre 2008
Salamelle & Kebab
Giovedì 11 Dicembre 2008 17 rinascita
INCONTRI DI CULTURE
150 ore per tutti, anche per i migranti
Nuove frontiere per l'istruzione degli adulti
Gian Marco Martignoni
Da tempo è cambiata l'utenza delle "150 ore", ovvero di quei corsi della durata di un solo anno scolastico finalizzati al conseguimento della licenza media inferiore da parte dei lavoratori che ne erano sprovvisti, conquistati grazie al contratto dei metalmeccanici nel 1973 e poi estesi a tutte le categorie di lavoratori.
Come scrive Gianni Bandi nel volume Salamelle & kebab. Incontri di culture in una provincia lombarda, di Enzo R. Laforgia e Giovanna Ferloni, «agli operai di fabbrica si sono progressivamente affiancati e poi sostituiti casalinghe, disoccupati, drop-out ed immigrati stranieri», al punto che con una ordinanza ministeriale del 1997 si è progressivamente passati con l'anno scolastico successivo alla formazione in ogni provincia dei Cpt (Centri permanenti territoriali), che grazie all'assegnazione di tre docenti alfabetizzatori sono diventati il luogo di apprendimento della lingua italiana per gli stranieri immigrati e adulti. L'acronimo Cpt non tragga in inganno: sono strutture che non hanno nulla a che fare con i Centri di permanenza temporanei, istituiti dalla legge Turco-Napolitano per tenere in stato di detenzione gli immigrati privi di documenti o in attesa di espulsione.
A Varese, una provincia profondamente segnata dall'incontrastata egemonia leghista, solo grazie all'esperienza dei Centri permanenti territoriali, recentemente trasformati in centri Eda (Centri per l'istruzione e la formazione in età adulta), possiamo comprendere la valenza che hanno assunto questi luoghi deputati all'accoglienza e alla promozione sociale e culturale di quella forza lavoro migrante che in tanti vorrebbero relegata nella sfera dell'invisibilità terminata la prestazione lavorativa.
In particolare nel Centro Eda di Varese l'incontro tra un nucleo di docenti motivati a sviluppare una puntuale pedagogia interculturale e il flusso continuo di stranieri provenienti dalle più disparate culture, ha permesso di giungere all'elaborazione di questo testo collettivo, in collaborazione con Universauser e Auser provinciali, ove i soggetti immigrati vengono considerati come persone, che raccontano le vicissitudini del proprio percorso migratorio.
Le tredici testimonianze raccolte sono dunque lo specchio di un'umanità in movimento, di doppie identità culturali, di legami sociali che si allentano e di nuovi legami costruiti lentamente nelle pieghe di un contesto attraversato da stereotipi e pregiudizi generati da una mancata comprensione e accettazione delle cause del fenomeno migratorio.
Queste testimonianze, nel descrivere le contraddizioni che hanno segnato il loro vissuto quotidiano, ci parlano di aspettative deluse e di soddisfazioni raggiunte, costituiscono in generale un vero e proprio insieme di lezioni di vita, la cui filosofia può essere suggellata dalle parole di Mohammed El Gattoufi, tunisino, il quale, «essendo un marinaio», sostiene: «Non mi sento particolarmente nazionalista, ma sento di non avere confini. Il mondo è tuo, è di tutti».
Salamelle & kebab
Enzo R. Laforgia, Giovanna Ferloni
Edizioni Arterigere, pp. 231, euro 12
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