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«Il Segnalibro» - dicembre 2008
La Gladio del lago

Il Segnalibro n. 145 dicembre 2008

LA GLADIO DEL LAGO
Il gruppo "Vega" fra J.V. Borghese, RSI, servizi segreti americani
e l'Italia del dopoguerra
di Giorgio Cavalleri*
Con un saggio di Franco Giannantoni
Edizioni Essezeta/Arterigere, pp. 238, euro 15,00

Yalta nel febbraio 1945 segnò la svolta. Si combatteva ancora in Europa e il mondo era già stato suddiviso in spazi blindati. Occorreva far sì che, chiusa per quanto riguarda l 'Italia la partita resistenziale, dove l'Alleato aveva contrastato la visione di un "esercito di popolo" per limitare il contributo partigiano ad una presenza il più marginale possibile, L'orso comunista non muovesse passo in Europa.
L'Italia era al primo posto, nelle attenzioni, per via delle sue frontiere orientali. Ma non solo: sarebbe stato indispensabile intervenire anche nel caso di una vittoria elettorale del Fronte Popolare (Pci e Psi) che un rapporto del National Security Council dell'8 marzo 1948 valutava come una minaccia "per gli interessi americani nel Mediterraneo" sino al punto, in una prospettiva del genere, da "offrire assistenza militare ed economica al movimento clandestino anti-comunista".
È proprio quello che Giorgio Cavalleri racconta dalle sue origini, per certi aspetti ancora indecifrabili, i suoi primordi, i primi passi in quella direzione, il che suona come una scoperta, qualcosa di non immaginabile. Ai "servizi" venne attribuito il compito di vigilare "con ogni mezzo" sugli equilibri raggiunti a tavolino tra Roosevelt, Churchill, Stalin in quel lontano inverno del '45.
Per conseguire questo risultato fu lecito tutto e tutto fu programmato per tempo.
Questo emerge dagli stessi archivi americani cui cavalleri ha attinto. Infatti, a partire dalla tarda primavera 1944, da una "base" della Repubblica Sociale Italiana sul laghetto di Montorfano nella Brianza comasca, il "Battaglione Vega", un nucleo speciale della Decima Mas, la famigerata unità di rastrellatori di partigiani nata dalle ceneri della gloriosa unità marinara protagonista di epiche imprese nel mar Mediterraneo, si stava addestrando in stretto contatto con la Regia Marina del governo badogliano del Sud, sotto i diretto controllo dell'Oss ( i "servizi" americani di Donovan) per potere essere impiegato in operazioni di "intelligence" allo scopo di garantire stabilità politica nel segno della moderazione al riparo da temuti ma improbabili sommovimenti comunisti.
(Dal saggio di Franco Giannantoni)

* Scrittore e storico, vive a Como. Ha collaborato a vari periodici fra i quali Storia illustrata, Rocca, Jesus, Sette, lo jugoslavo Panorama e a numerosi quotidiani. È autore di una quarantina di pubblicazioni fra cui Storia del Neri e della Gianna (Nodo Libri, 1991); Ombre sul lago (Piemme, 1995); Il custode del carteggio (Piemme, 1997); Evita Peron (Piemme, 1998); L'oro dei nazisti (Piemme, 2000); Nelle fabbriche di Hitler (Franco Angeli, 2001); La villa della Salaria. Luchino Visconti e la Resistenza (Nuoveparole, 2002); La modista di via Diaz (Nuoveparole, 2005). Con Pierre Carniti e Sergio Zaninelli ha curato il volume Achille Grandi e il sindacato nuovo (Edizioni Lavoro, 1984); con Augusto Roda: "Novocomum" casa d'abitazione (Nuoveparole, 1988); con Anna Giamminola: Un giorno nella storia. 28 aprile 1945 (Nodo Libri, 1990); con Franco Giannantoni: Gianna e Neri fra speculazioni e silenzi (Arterigere, 2002).


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