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La
Provincia di Varese - martedì 27 maggio 2008 - Cultura
- p. 48
Luoghi
e campioni della Varese capitale del ciclismo
Esce
il libro di Cesare Chiericati e Damiano Franzetti Foto, racconti
e testimonianze di una storica passione
Questa
sera a Librando, alle ore 21 in piazza Italia a Samarate,
Cesare Chiericati e Damiano Franzetti presenteranno il volume
"Mondiali 1951-2008, un secolo di storia", dedicato
alle vicende del ciclismo nel Varesotto.
VARESE
Questa volta al comando c'è la passione, seguita a ruota dalla
nostalgia e dalla memoria, un terzetto destinato ad arrivare
al traguardo staccando di poco la cronaca di oggi e i suoi
protagonisti. Cesare Chiericati e Damiano Franzetti, consumatori
di ciclismo dall'età più tenera, hanno messo nelle duecento
pagine di "Mondiali 1951-2008, un secolo di storia"
(Edizioni Arterigere, collana "Eventi", 25 euro)
copiose dosi di affetto e riconoscenza verso uno sport che
ha fatto grande Varese, trasformandola in una delle capitali
mondiali delle due ruote, colma di campioni e gregari, squadre
e patron, formidabili organizzatori e percorsi di selezione.
In silenzio, con estrema professionalità, dote poco vista
finora nell'organizzazione dei mondiali prossimi venturi,
i due giornalisti hanno composto una piccola e agguerrita
squadra, di cui hanno fatto parte Luisa Negri e il decano
dei cronisti sportivi, Mario Fossati, per un risultato di
notevole levatura.
DA
MONDIALE A MONDIALE
Un libro per tutti, ricco di informazioni, curiosità, aneddoti,
che si legge come un lungo racconto e descrive l'epopea dei
grandi campioni e delle imprese ciclistiche in terra varesina,
senza sbrodolare e con notevole rigore documentario. Un percorso
per immagini che prende per mano il lettore dal 1939, data
funesta, con Hitler a invadere la Polonia e i mondiali già
programmati a Varese cancellati da un colpo di spugna, nonostante
gli sforzi di Alfredo Binda, allora commissario tecnico degli
azzurri nonché presidente del comitato organizzatore. Si dovrà
attendere il 1951 e uno dei campionati su strada più spettacolari
di sempre, con oltre mezzo milione di persone assiepate lungo
il percorso, la vittoria in volata di Ferdy Kübler su Fiorenzo
Magni e Antonio Bevilacqua sulla pista in cemento delle Bettole,
e la commovente rimonta del vecchio Bartali dopo il ritiro
dell'altro svizzero Ugo Koblet. Pagine indimenticabili, come
unici per il ciclismo sono stati gli anni del primo dopoguerra,
con l'eterna tenzone tra coppiani e bartaliani, le Tre Valli
che facevano selezione (memorabile quella del 1948, vinta
in volata da Coppi su Bartali) e i campioni del momento circondati
da una folla festante, di appassionati veri, capaci di interminabili
discussioni nei bar e anche nelle piazze. Poi i giri d'Italia
passati da Varese, le tappe dei Bugno, di Bitossi e Cipollini,
e la galleria di 37 ritratti dei corridori professionisti
varesini di tutti i tempi, da Ganna a Basso, passando per
Binda, Franco Giorgetti re dei pistard in America, Augusto
Zanzi, gregario del grande Olmo, fino al velocista partigiano
Renato Morandi, campione in pista e nella vita. E ancora i
portatori d'acqua di qualità come Fezzardi, Bottoia, Borgognoni
o Nardello, il fenomeno Miro Panizza, il "diablo"
Chiappucci, lo straordinario Fabrizio Macchi e campioni quali
Stefano Garzelli e Ivan Basso.
NEL
2008 CON LUISA NEGRI
Il valore aggiunto del libro sono i tre capitoli in cui Luisa
Negri descrive i percorsi dei mondiali di settembre, immedesimandosi
nel sentire di Liala e Alfredo Binda: parole alate per una
terra che alla bellezza del paesaggio ha unito la presenza
di uomini di cultura, da Dante Isella a Piero Chiara, a Sereni,
Morselli, Guttuso o Raffaele Crovi che villeggiava nella casa
di sant'Ambrogio. «Il mio è un rapporto ombelicale con il
ciclismo», spiega Cesare Chiericati, per anni giornalista
della Tsi, «sono coppiano da sempre e ho avuto la fortuna
di parlare con il Campionissimo alla Tre Valli del '58: avevo
15 anni, mi avvicinai a lui durante la visita agli stabilimenti
Prealpi e gli domandai come avrebbe corso. "Voglio far
bene", mi rispose, "per correre a Reims l'ultimo
mondiale della mia vita"».
Mario
Chiodetti
LE
IMMAGINI DI UN MITO
Dall'alto, in senso orario: Alfredo e Albino Binda rientrano
a casa dopo un allenamento; Coppi indossa a Varese per la
quarta volta la maglia tricolore; l'arrivo vittorioso all'Arena
di Milano di Luigi Ganna nell'ultima tappa del Giro d'Italia
1910 (disegno di Beltrame per la copertina della Domenica
del Corriere); Gianni Motta batte Eddy Merckx al traguardo
della Tre Valli del 1970; la volata vincente di Ferdy Kubler
alle Bettole nel 1951
[l'editore]
CARLO SCARDEONI
«Aneddoti unici come quel surplace al velodromo...»
VARESE
(m. chio.) «Sono da sempre appassionato di ciclismo, stampare
un libro che ne racconta la storia a Varese mi ha regalato
una grande felicità. Leggendo in bozza i primi capitoli, mi
sono appassionato ai personaggi e ai luoghi, così ho incominciato
una capillare ricerca delle immagini per dare un adeguato
supporto fotografico allo spessore del testo. È stato un autentico
divertimento, con la scoperta continua di curiosità legate
a questo o a quel corridore, abbiamo colmato una lacuna grande,
omaggiando chi ha faticato sulle strade d'Europa». Carlo Scardeoni,
editore del volume con Mario Chiarotto per Arterigere, ne
ripercorre la genesi, e descrive l'idea di dare cittadinanza
ai molti atleti nati e cresciuti dalle nostre parti, campioni
e gregari, attraverso uno straordinario racconto per immagini.
«È un libro per tutti, raramente il territorio varesino è
stato descritto in maniera così approfondita. C'è la parte
tecnico agonistica, di Chiericati e Franzetti, e quella in
un certo senso "romantica", grazie ai capitoli curati
da Luisa Negri, capace di calarsi nei panni di Liala e Binda
per raccontare i percorsi dei mondiali dal punto di vista
della cultura e del paesaggio». La bicicletta porta fortuna
ad Arterigere, che presenta un libro di grande formato, 28x21,
destinato a rimanere nella memoria dei varesini.
«Ci sono molti aneddoti splendidi», dice Scardeoni, «uno su
tutti la cronaca dell'incredibile ora e tre minuti di surplace
di Bianchetto e Pettenella nella semifinale del campionato
italiano di velocità al velodromo di Masnago. Ci furono appassionati
milanesi che, vedendo la diretta tv presero la macchina e
corsero a Varese, in tempo per vedere i due ancora immobili
sulla pista».
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