|
«la Repubblica.it» -
24 aprile 2008
La bicicletta nella Resistenza
SPETTACOLI & CULTURA
LIBRI / Alla vigilia della Festa della Liberazione escono i diari di fabbrica del prete operaio Luisito Bianchi e un saggio sull'antipolitica
25 aprile, la fatica della memoria e il fantastico ruolo della bicicletta
di DARIO OLIVERO
RESISTERE L'ALTRO IERI
E' un'idea così geniale che nessuno, pura dandola per scontata, l'aveva messa in fila in modo ordinato. Autori: Franco Giannantoni e Ibio Paolucci; titolo: La bicicletta nella Resistenza (Edizioni Arterigere, 12 euro). Che significa proprio questo: il ruolo sovversivo che la bicicletta ha avuto dopo la guerra e prima della Liberazione. Gli autori prima raccontano dei vari tentativi della repressione di mettere al bando questo pericoloso strumento a cominciare da Bava Beccaris, lo seguono attraverso l'inizio del Novecento con la nascita dei Ciclisti rossi nella Imola anarco-socialaista di Andrea Costa e all'associazionismo politico-sportivo fino ad arrivare ai seicento giorni della Resistenza quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni. Quindi raccolgono le testimonianze dei protagonisti tra i quali Gillo Pontecorvo, Bruno Trentin, Renato Morandi. E tra le altre cose salta fuori che alcuni dei protagonisti sarebbero stati grandi corridori, maestri e gregari di futuri campioni. Ma pochi. Quasi tutti, pur sapendo che avrebbero potuto diventarlo, continuarono a considerare la bici non un fine, ma un mezzo su cui sudare e faticare per diffondere libertà.
(24 aprile 2008)
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/libri-20mar/libri-24-apr/libri-24-apr.html
|