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di
GIORGIO ACQUAVIVA
-
MILANO -
IL TITOLO
è
diretto: «L'ombra degli americani sulla Resistenza al
confine tra Italia e Svizzera» (Edizioni Arterigere).
L'autore è Franco Giannantoni, già inviato de
«Il Giorno», che conclude così una fatica
decennale di raccolta di dati, testimonianze, documenti.
Ce Io spiega?
«Una premessa: il mio non è un libro antiamericano. E ormai
pacifico per gli storici che nel settembre 1944 la commissione
del Clnai trattò i finanziamenti degli Alleati alla Resistenza:
ben 160 milioni al mese, divisi fra Brigate Garibaldi, Giustizia
e Libertà, formazioni "azzurre", formazioni autonome. Dall'altra
parte gli Alleati attraverso l'Oss (Office of Strategic Services)
- non rinunciarono mai a interferire nella realtà politica
delle formazioni partigiane, minandone la unitarietà. Sostanzialmente
volevano che la Resistenza fosse strumento al loro servizio,
e che gli italiani si occupassero di intelligence, sabotaggio
e piccole azioni».
Di queste cose se ne e già scritto?
«Alcuni libri hanno toccato questi aspetti, ma è la prima
volta che si cerca di unificare lo scenario. E emerge che
dall'Ossola alla Val d'Intelvi, alla Valtellina, gli americani
si sono comportati così».
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Vediamo
in dettaglio...
«In Val d'Ossola, dopo che i partigiani l'ebbero conquistata,
non arrivarono mai le armi promesse. Beltramini, comunista che
collaborava con l'Oss, si ritrovò senza mezzi, e quell'esperienza
falli. In Val d'Intelvi, a Campione d'Italia, ci fu una sollevazione
popolare finanziata dagli americani e fu approntata una "scuola
di addestramento partigiano" a Villa Mimosa. I giovani
erano destinati ad essere affiancati a bande. Delle spese rimborsate
ci sono tutte le ricevute. Fra gli episodi terribili di quei
mesi ricostruisco la cosiddetta "trappola di Lenno",
quando l'ex ufficiale Ugo Ricci decide che è arrivato
il momento di combattere, ma lui e gli uomini muoiono misteriosamente,
colpiti da "fuoco amico". Là ci sono formazioni
di valligiani e contrabbandieri, che vengono destinati al controllo
degli impianti energetici, Edison, Falck. Ma quando si tratta
di combattere, niente aiuti; arriveranno, copiosi, solo nel
'45 a Livigno».
Uno scenario di «doppiezza», dettata dalla
politica...
«Sì, è la storia della "doppia Resistenza",
che ha il suo apice al momento della sfilata delle formazioni
partigiane dopo la vittoria, quando accanto ai "rossi"
compaiono le "brigate fantasma" armate dallo zio Sam». |
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