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Presentato a Omegna il libro d'esordio di Maurilio Riva

Il "sogno inverso" 
del partigiano Tito
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È stato recentemente presentato ad Omegna, in un incontro curato dall'istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Vco "Piero Fornara" il lavoro d'esordio di Maurilio Riva, "Il sogno inverso di Tito Biamonti" (Edizioni Arterigere).
Come si legge nella prefazione di Francesco Omodeo Zorini, si tratta di un volume sospeso tra romanzo, biografia e saggio "steso metaforicamente, per così dire, a più mani". Riva alterna infatti le voci di un io narrante, che si lancia nell'avventura della scrittura dopo aver ripreso in mano i libri per diplomarsi alla scuola serale, con quelle dello scrittore Giovanni Federico Biamonti e di Italo Zanotti, Tito, partigiano amico di famiglia dell'autore.
Tre uomini, quindi, tre storie, tre punti di vista dei quali uno, quello dell'autore, commenta gli altri due diventando tuttavia una vicenda a sé.
Ogni pagina una scheda, contrassegnata dalla fotografia
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Il sogno inverso spaziatore
La copertina del libro
del soggetto narrante o del quale si racconta: ogni pagina un approfondimento, un confronto tra le due biografie, uno studio che ne evidenzia i punti in comune. Due esistenze, quelle di Biamonti e Zanotti, unite a partire dal titolo del libro, così emblematico, che ne illustra tutta la particolarità.
Dietro Il nome di Biamonti potrebbe verosimilmente celarsi lo scrittore Fenoglio, dalle vicissitudini tanto simili.
Dietro Tito, e nonostante una scrittura complessa, ricercata, molto articolata, si rivela la
spaziatore Storia, la nostra Storia locale - il partigiano nasce ad Invorio - indagata con dovizia dall'autore.
Due personaggi affascinanti, due vite terminate prematuramente, due occasioni, per fautore, di lasciar spazio all'invenzione e all'immaginazione.
Nel caso di Italo Zanotti si tratta di scrivere al suo posto, il tanto sognato libro sull'esperienza fondamentale partigiana; nel caso di Giovanni Federico Biamonti è invece immaginarsi una vita futura se fosse scampato alla malattia, una vita di riconoscimenti, collaborazioni di rilievo, nuove amicizie e incontri, grandi opere.
È quest'ultimo il "sogno inverso" del titolo di Riva. Si rovescia la sindrome manifestata dalle persone in punto di morte, che vedono scorrere davanti la loro vita passata.
Una riflessione sulle aspettative e sul successo, sull'affermazione personale e sull'importanza storica, letteraria, culturale delle proprie scelte di vita.
marta buttiero

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