| Giuliana,
Marisa e Gabriella Cardosi hanno già pubblicato altri
saggi di documentazione storica sulla persecuzione antiebraica
durante il fascismo ed in particolare sulla questione dei matrimoni
misti. Qui, in questo libro, testimoniano più direttamente,
con pagine di toccante umanità intrecciata alla documentazione
storica, sulle tragiche vicende da loro vissute nella infanzia
e giovinezza. Innanzi tutto il periodo della persecuzione: l'allontanamento
dall'insegnamento, perché ebrea, della madre Clara Pirani;
l'arresto nel maggio 1944. l'internamento in carcere e poi al
campo di Fossoli; il silenzio, ancora velato di speranza, sulla
sua sorte ad Auschwitz. Solo negli ultimi mesi del '45 cominciano
ad arrivare le prime notizie e testimonianze: all'arrivo ad
Auschwitz "la mamma fu assegnata nella fila di quelli che
non furono mai più rivisti". E quando nel '74, in
un incontro con una ebrea sopravvissuta, questa sorte fu nuovamente
testimoniata con tutto il carico delle sofferenze subite da
chi era sopravvissuto in quel campo. "solo da quel momento
accettammo per sempre la morte della mamma, da allora non abbiamo
più |
desiderato che
la mamma fosse sopravvissuta,
perché solo la morte poteva essere stata pietosa. Anche
se per qualche straordinaria risorsa fisica la mamma fosse riuscita
a sopravvivere, come avrebbe potuto riacquistare la sua umanità
infranta?" Il dopoguerra è segnato dall'amarezza:
l'esigenza di giustizia del padre - preside di un liceo statale
aveva sempre creduto nelle Istituzioni - viene mortificata dapprima
dagli esiti ambigui del processo sulla corresponsabilità
delle autorità della Repubblica sociale italiana nella
caccia contro gli ebrei. C'è poi la stagione dei "diritti
disconosciuti": la burocrazia statale chiude una lunga
e dolorosa pratica per la tutela dei diritti acquisiti in vita
da Clara Pirani durante il periodo d'insegnamento, non riconoscendo
alcun diritto ad una pensione di reversibilità "perché
mancavano 7 mesi e 23 giorni al compimento del decennio prescritto".
Nella premessa al libro, Giuliana Cardosi dice: "Se durante
la persecuzione razziale noi avevamo confidato nello Stato,
illudendoci che le leggi in vigore ci proteggessero e tale errore
aveva causato la nostra tragedia, ora, di nuovo sentivamo venir
meno in noi la fiducia nelle nascenti istituzioni |
repubblicane".
Sul piano storico, il valore di questo libro viene sottolineato
da Claudio Pavone che in una lettera alle autrici riportata
ad inizio testo dice fra l'altro: "Il racconto preciso,
documentato e analitico di un caso particolare... giova di più
di molti discorsi generali, riconducendo sul terreno di una
realtà vissuta i giorno per giorno una vicenda che oggi
viene mortificata e ridotta a grossolane polemiche politiche".
Sul piano umano, credo che più di tante parole di commento
valga riportare quanto dice - sempre in premessa - Giuliana
Cardosi: "Per partecipare ad una normale vita sociale è
stato... necessario chiudere in noi il passato senza attendere
dal di fuori comprensione o appoggio. Essendo la nostra particolare
condizione legata all'identità personale non abbiamo
mai potuto assimilarci ad altri gruppi per condividere il nostro
disagio. Forse da qui derivò per noi la scelta di non
trasmettere a dei figli questa eredità tormentata".
Giuliana,
Marisa,
Gabriella Cardosi: La giustizia negata. Clara Pirani, nostra
madre, vittima delle leggi razziali. Edizioni Arterigere,
novembre 2005, Varese, euro 12.
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