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il paese delle donne 2006 / n. 4 15 cinquesensi

Una testimonianza vissuta tra guerra e dopoguerra

Un'eredità tormentata

GIOVANNA ROMUALDI

copertina
Giuliana, Marisa e Gabriella Cardosi hanno già pubblicato altri saggi di documentazione storica sulla persecuzione antiebraica durante il fascismo ed in particolare sulla questione dei matrimoni misti. Qui, in questo libro, testimoniano più direttamente, con pagine di toccante umanità intrecciata alla documentazione storica, sulle tragiche vicende da loro vissute nella infanzia e giovinezza. Innanzi tutto il periodo della persecuzione: l'allontanamento dall'insegnamento, perché ebrea, della madre Clara Pirani; l'arresto nel maggio 1944. l'internamento in carcere e poi al campo di Fossoli; il silenzio, ancora velato di speranza, sulla sua sorte ad Auschwitz. Solo negli ultimi mesi del '45 cominciano ad arrivare le prime notizie e testimonianze: all'arrivo ad Auschwitz "la mamma fu assegnata nella fila di quelli che non furono mai più rivisti". E quando nel '74, in un incontro con una ebrea sopravvissuta, questa sorte fu nuovamente testimoniata con tutto il carico delle sofferenze subite da chi era sopravvissuto in quel campo. "solo da quel momento accettammo per sempre la morte della mamma, da allora non abbiamo più desiderato che la mamma fosse sopravvissuta, perché solo la morte poteva essere stata pietosa. Anche se per qualche straordinaria risorsa fisica la mamma fosse riuscita a sopravvivere, come avrebbe potuto riacquistare la sua umanità infranta?" Il dopoguerra è segnato dall'amarezza: l'esigenza di giustizia del padre - preside di un liceo statale aveva sempre creduto nelle Istituzioni - viene mortificata dapprima dagli esiti ambigui del processo sulla corresponsabilità delle autorità della Repubblica sociale italiana nella caccia contro gli ebrei. C'è poi la stagione dei "diritti disconosciuti": la burocrazia statale chiude una lunga e dolorosa pratica per la tutela dei diritti acquisiti in vita da Clara Pirani durante il periodo d'insegnamento, non riconoscendo alcun diritto ad una pensione di reversibilità "perché mancavano 7 mesi e 23 giorni al compimento del decennio prescritto". Nella premessa al libro, Giuliana Cardosi dice: "Se durante la persecuzione razziale noi avevamo confidato nello Stato, illudendoci che le leggi in vigore ci proteggessero e tale errore aveva causato la nostra tragedia, ora, di nuovo sentivamo venir meno in noi la fiducia nelle nascenti istituzioni repubblicane". Sul piano storico, il valore di questo libro viene sottolineato da Claudio Pavone che in una lettera alle autrici riportata ad inizio testo dice fra l'altro: "Il racconto preciso, documentato e analitico di un caso particolare... giova di più di molti discorsi generali, riconducendo sul terreno di una realtà vissuta i giorno per giorno una vicenda che oggi viene mortificata e ridotta a grossolane polemiche politiche". Sul piano umano, credo che più di tante parole di commento valga riportare quanto dice - sempre in premessa - Giuliana Cardosi: "Per partecipare ad una normale vita sociale è stato... necessario chiudere in noi il passato senza attendere dal di fuori comprensione o appoggio. Essendo la nostra particolare condizione legata all'identità personale non abbiamo mai potuto assimilarci ad altri gruppi per condividere il nostro disagio. Forse da qui derivò per noi la scelta di non trasmettere a dei figli questa eredità tormentata".

Giuliana, Marisa, Gabriella Cardosi: La giustizia negata. Clara Pirani, nostra madre, vittima delle leggi razziali. Edizioni Arterigere, novembre 2005, Varese, euro 12.


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