La
tragedia della deportazione e dell'olocausto di milioni di ebrei
di cui fu teatro la 'civile' Europa, negli anni che vanno dalla
promulgazione delle leggi razziali del Terzo Reich alla fine
del secondo grande conflitto mondiale, registrò nei territori
dell'Alto Varesotto, nel periodo 1943-45, una lunga serie di
drammatici episodi che coinvolsero migliaia di persone ivi giunte
nel tentativo di trovare rifugio nella vicina Svizzera. Si verificarono
in quei tragici frangenti, da una parte comportamenti spietati
nei confronti di persone inerti e innocenti, dall'altra atteggiamenti
coraggiosi di umana solidarietà fino al sacrificio della vita,
come capitò a Calogero Marrone, attivo nel suo ufficio Anagrafe
del Comune di Varese, nobile figura di servitore dello Stato,
ma prima ancora di cittadino rispettoso della dignità dell'uomo
che non può mai essere violata da alcuna legge.
"Maledetti figli di Giuda, vi prenderemo!" era stata
la minacciosa parola d'ordine che Marcello Mereu, console della
Milizia Confinaria, aveva lanciato durante la caccia agli ebrei
colpiti nell'autunno 1943 dal rincrudimento delle leggi razziali.
Tale espressione fanatica è l'emblematico titolo del volume
che il giovane varesino Francesco Scomazzon, laureato in storia
contemporanea all'Università degli Studi di Milano, ove svolge
il dot torato di ricerca, ha recentemente |
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scritto
sulla repressione
nazifascista contro gli ebrei cui furono teatro i territori
di confine del Varesotto.
La ricerca, nata sulla spinta di una brillantissima tesi
di laurea discussa nel 2003 e successivamente, come annota lo
storico Franco Giannantoni nella prefazione, ... irrobustita
da approfondimenti, riscontri, contributi di documenti d'archivio
italiani e svizzeri, pubblici e privati...", è pubblicata dalle
Edizioni Arterigere di Varese, e fa parte della nota e apprezzata
collana "La Memoria". Il volume è corredato da rarissime fotografie,
riprese da un soldato tedesco fatto prigioniero, che testimoniano
inequivocabilmente la caccia e la cattura di ebrei durante i
600 giorni della Repubblica Sociale Italiana.
Le aree delle province di confine con la Svizzera, dopo
l'armistizio dell'8 settembre 1943, furono luoghi di concentramento
di una 'invasione' di circa 45.000 fuggiaschi. Tra costoro vi
erano circa 6000 ebrei, di cui ben 5000 nel territorio varesino;
si pensi che la provincia di Varese, secondo il censimento del
1938, contava 163 ebrei.
Le pagine del libro offrono un quadro esauriente, con
tutte le sue luci e ombre, di quel periodo drammatico di cui
furono testimoni le popolazioni dell'Alto Varesotto. Accanto,
come accennato, a persone che si prodigarono, anche a |
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Francesco
Scomazzon
"Maledetti figli di Giuda,
vi prenderemo!"
La caccia nazifascista agli ebrei
in una terra di confine. Varese 1943-1945
Varese, Edizioni Arterigere, 2005, pagine 368.
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rischio della vita, per aiutare concretamente gli ebrei, troviamo
solerti podestà comunali, funzionari della questura e della
prefettura ligi alle prescrizioni burocratiche, egoisticamente
indifferenti e per nulla propensi a suggerire ai ricercati e
ai fuggiaschi uno spiraglio di salvezza. Indifferenza e succube
accondiscendenza alle prescrizioni razziali che favorirono le
disumane azioni persecutorie da parte, ad esempio a Varese,
dei responsabili delle carceri dei Miogni e di Villa Concordia,
tristi tappe di 'avvicinamento' al 'Campo di smistamento e di
polizia di Fossoli' e ai campi di sterminio tedeschi.
Tra le ombre di quella sta- |
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