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La notte di
Salò (1943-1945)
L'occupazione nazifascista di Varese
dai documenti delle camicie nere
La Repubblica
sociale italiana non fu solo la ferocia delle Brigate Nere, delle
varie polizie private, delle spie al servizio dei tedeschi, dei
fanatici rastrellatori dei partigiani e degli ebrei. Fu anche un
insieme di funzionari, capi delle province, questori, ufficiali
della Guardia nazionale repubblicana, commissari di pubblica sicurezza,
magistrati "straordinari", un aspetto della continuità dello
Stato in gran parte assoggettato al disegno di occupazione e di
sfruttamento del Terzo Reich. Lo specchio e traccia di un progetto
in cui ideologia e filosofia, speranze ed emozioni, passioni e furori,
facevano da sfondo ad un'ideologia totalitaria.
Condotta su
una vastissima ed inedita documentazione, anche fotografica, l'indagine
si presenta come un viaggio dentro il microcosmo della Rsi, in una
provincia, quella di Varese, strategicamente decisiva per la sua
collocazione geografica e per la rilevanza del suo impianto industriale,
soprattutto "di guerra", da cui emerge, giorno dopo giorno, la rappresentazione
di una realtà segnata dall'arbitrio e dal mito della violenza:
il governo di Badoglio e la sua politica autoritaria, lo sfascio
dell'esercito dopo l'8 settembre, la fuga di migliaia di civili
e militari in Svizzera, la faticosa organizzazione della repubblica
del duce, l'assalto al monte San Martino, i primi caduti per mano
dei GAP e della bande "autonome", i tradimenti e lo spionaggio,
gli elenchi degli ebrei e dei "comunisti" consegnati ai tedeschi,
la fucilazione dei partigiani e il "bando Mussolini", la repressione
degli scioperi, la deportazione in Germania, l'arresto del Comitato
democristiano, l'agguato contro la 121a brigata "Garibaldi" "Walter
Marcobi",l'eccidio della "Gera" ad opera della Scuola allievi ufficiali
della Gnr, la resa del 25 aprile, l'esecuzione dei gerarchi.
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