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Ebrei in provincia di Varese
Dalle leggi razziali all'emigrazione verso Israele
Tradate1938-1947

La passione storica di Alberto Gagliardo ci porta per mano nel cuore della vicenda riguardante gli ebrei abitanti nel Comune di Tradate negli anni 1938-1945, nei quali imperversava la persecuzione fascista prima, nazista poi.

Egli ha scavato e riportato alla luce la vita, l'angosciante ricerca di rifugio, il passaggio clandestino in Svizzera, la rapina dei beni delle famiglie ebraiche del luogo.

È un microcosmo quello di Tradate che riproduce in piccolo la grande tragedia che colpì gli ebrei in ogni angolo d'Europa. Un tassello del grande mosaico del terrore e della morte seguendo il quale possiamo scoprire e percepire meglio il quadro generale.

Alcuni si salvarono dalla caccia all'uomo messa in atto dalle autorità italiane o tedesche, altri no, come Egle Segre e i suoi due ragazzi Eva di 12 anni e Enzo di 11 anni. Essi furono scovati, arrestati e condotti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, destinazione di tutti gli ebrei dell'Europa occidentale.

L'iter era sempre lo stesso. In ogni paese occupato gli ebrei nascosti venivano ricercati dalle autorità di polizia locale o dagli stessi tedeschi. Una volta scoperti, essi venivano rinchiusi provvisoriamente nelle carceri e poi mandati in appositi campi di internamento e transito da dove, una volta raggiunto il numero utile per la deportazione, venivano fatti partire.

La destinazione degli ebrei dell'Europa occidentale era il campo di Auschwitz, nella cui succursale, Birkenau, erano stati collocati impianti di sterminio appositamente progettati. Una volta scesi sulla banchina del campo, i deportati subivano una frettolosa e superficiale "selezione" da parte del medico SS e dal Capo del Servizio del lavoro, che decidevano, con un'occhiata seguita da un gesto, "a destra", "a sinistra", chi dovesse appartenere alla fila dei salvati, chi alla fila di coloro da assoggettare immediatamente alla camera a gas. Gli averi dei deportati, abbandonati sulla banchina rimasta deserta, venivano raccolti, smistati, ripuliti e inviati in Germania perché ormai inutili; le piccole cose che le vittime portavano con sé, borsette, fotografie, zainetti o giocattoli dei bambini, venivano bruciati immediatamente in un forno apposito assieme ai documenti di identità. L'annientamento totale proseguiva poi con la bruciatura dei cadaveri nei forni crematori, con il recupero delle ossa non consumate e la loro triturazione, con la dispersione delle ceneri nelle acque della Vistola. Veniva dunque operato un annientamento totale della persona e delle sue tracce di vita terrena.

Contro tutto ciò è dunque importante compiere dove possibile un'azione antinazista, riportando questi fatti alla memoria come ha fatto Alberto Gagliardo.

Ma egli non parla solo di persecuzioni, ricerche accanite, arresti, deportazioni. La seconda parte del saggio, anziché alla morte è dedicata alla vita, all'anelito cioè di molti ebrei scampati a ricostruirsi, dopo la fine della guerra, un futuro e una speranza in terra d'Israele.

Il Comune di Tradate e quello di Abbiate Guazzone furono teatro di campi profughi dove gli scampati da tutta Europa furono riuniti e amorevolmente assistiti da organizzazioni di soccorso ebraiche o generosi privati come la famiglia Mayer.

Anche là, come in diversi luoghi d'Italia, militanti sionisti organizzarono per i profughi una vita sociale e culturale finalmente degna di essere vissuta dopo tante tragedie. Là, con la solidarietà, si aiutava a vivere insegnando a rivivere ed è grande merito di Alberto Gagliardo averci raccontato questa bellissima storia.

copertina
Autore: Alberto Gagliardo
Pagine:  
Prezzo: Euro 6,50 ESAURITO
ISBN: non disponibile
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Credits
Arterigere - Chiarotto Editore - Piazza De Salvo 7 - 21100 Varese
Tel/Fax 0332.264467 - e-mail info(at)arterigere.it