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Il manifesto
dell'OSPAAAL
Arte della solidarietà
Uno degli accordi fondamentali della storica Prima Conferenza dei
Popoli dell'Africa, Asia e America Latina, realizzata nel gennaio
1966 nella capitale cubana, è costituito dalla fondazione
dell'organo che avrebbe dato seguito alle decisioni prese e che
si sarebbe trasformato nello strumento esecutivo della politica
tracciata dal suddetto conclave.
Una risoluzione, che venne allora approvata, indicava che, prendendo
in considerazione l'ampiezza assunta dal movimento rivoluzionario
in Africa, Asia e America Latina e di fronte all'urgenza di coordinare
e intensificare la solidarietà per rafforzare la lotta contro
l'imperialismo, il colonialismo e il neocolonialismo, si sarebbe
deciso di creare, come misura immediata, una struttura permanente
che portava il nome di Organizzazione di Solidarietà con
i Popoli dell'Africa, Asia e America Latina.
L'appena costituita Organizzazione poteva avvalersi di una base
di giovani disegnatori cubani con conoscenze artisitico-tecniche
e che erano portatori di una cultura ideologica internazionalista,
fomentata dalla volontà politica della Rivoluzione.
Fin dall'inizio, i nuovi disegnatori dell'OSPAAAL scelgono il cammino
della negazione critica mediante la appropriazione, con carattere
di materia prima riciclabile, degli annunci e della psicologia pubblicitaria,
della simbologia e dei miti capitalisti, insieme alle opere di scultura
e pittura, patrimoni dell'umanità sviluppati fin dall'antichità
remota, compreso il classicismo e i valori apportati dai movimenti
dell'arte plastica contemporanea. Insiemi iconografici divulgati
dai mezzi di informazione e culturali dell'occidente vengono manipolati
al contrario, ricreando nuove e impattanti realtà con significati
comprensibili e distruttori dei convenzionalismi.
A complemento delle immagini appaiono testi brevi in spagnolo,
inglese, francese e arabo, strutturati insieme in modo armonico
e omogeneo per ottenere efficaci risultati comunicativi. Il manifesto
dell'OSPAAAL spinge il suo sviluppo a partire dall'integrazione
di effigi antiche con elementi contemporanei e ideologie contraddittorie
tra loro e, in un grafico gioco di prestigio, violenta canoni e
dipendenze di spazio e tempo; giustappone o mette in rilievo passato
e presente; crea, in un apparente assurdo, metafore visive portatrici
di messe a fuoco e proiezioni dirette alla coscienza dei destinatari
per stimolare vissuti interni, pretese legittime e virtù
umane. A volte in modo successivo, a volte in modo simultaneo, questo
movimento dei manifesti riflette stili, lessici, grafiche, tecniche,
procedimenti e concezioni dissimili nel corso del suo tragitto.
Adotta il simbolo, la sintesi, la fotografia contrastata o sovraesposta
con immagini della gente anonima di varie etnie; disegna con realismo
volti di eroi, patrioti, martiri e personalità prominenti;
manipola mappe e insegne nazionali.
Con proiezioni rinnovatrici o sperimentali assume anche risorse
e codici provenienti dall'immaginazione, dal collage, dalla serigrafia
e dall'immagine testuale con tipografia contemporanea.
Incorpora inoltre il plastico artigianale tridimensionale, giocattoli
e artefatti industriali codificati dall'arte oggettiva del meccanismo
consumato della moderna civiltà di massa. Mediante un'incessante
appropriazione creativa e articolante, questa manifestazione delle
arti visive cancella non solo le frontiere fra pittura, grafica
e fotografia, ma anche sfrutta in modo sovversivo tutti i mezzi
che considera utili per la trasmissione di messaggi che generano
impegno sociale e stimolano speranze per un'esistenza più
dignitosa.
La OSPAAAL, basando la sua espressione ideo-grafica sui principi
morali di giustizia, equità, generosità e solidarietà
arriva a creare un tipo di cartelli con funzioni politiche internazionali
che diviene documento storico artistico di singolare particolarità.
Per tre decenni la OSPAAAL ha svolto un ruolo chiave nello stimolo
e nell'appoggio al movimento rivoluzionario, nonostante le complesse
circostanze in cui ha dovuto svolgere il suo lavoro. Per tre decenni
il manifesto dell'OSPAAAL si è distinto sia per la sua eccezionale
ideo-estetica-comunicativa sia per la sua efficacia rinnovatrice
nell'utilizzo delle sue risorse grafiche e per la fedeltà
adottata nel suo impegno sociale con i diseredati del mondo.
A suo favore c'è la facoltà di evocare e innalzare
alti valori etici e morali, insieme alla virtù di promuovere
idee giuste e altruiste e, allo stesso tempo, rafforzare l'internazionalismo
solidale terzomondista che ne fu sua base.
Nella sua concezione grafica ha predominato l'eclettismo stilistico,
la giustapposizione culturale e il sistematico incremento del suo
lessico complessivo.
Risulta impressionante la diversità dei popoli ai quali
ha diretto il suo messaggio, la varietà tematica affrontata,
la molteplicità delle influenze assunte criticamente, l'usufrutto
della simbologia culturale dell'Occidente con carattere di appartenenza
e la metabolizzazione dei suoi significati liberati dalle loro condizionanti
primogeniture.
L'emissione comunicativa carente di ingenuità ha permesso
la sua percezione e il giudizio sia di intellettuali che di analfabeti
di nazionalità e culture diverse dei cinque continenti .
Riassumendo, il manifesto dell'OSPAAAL è stato paradigma
del multiculturalismo, un leale esponente ideo-estetico dei principi
rivoluzionari dell'Organizzazione che gli ha dato vita e che è
considerata su scala internazionale fra le agenzie di propaganda
più prolifica ed efficace.
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Autori: |
Libro
Fotografico |
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| Pagine: |
224
pagine - immagini a colori e b/n |
| Prezzo: |
Euro
17,00 |
| ISBN: |
non
disponibile
ESAURITO |
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