Visioni del vuoto: Varese

Definire cos'è l'arte è sempre difficile, riduttivo e contraddittorio ma senza entrare troppo nell'analitico credo si possa descrivere l'arte come la capacità osservare e sottolineare alcuni aspetti del mondo che altrimenti resterebbero invisibili.

Questa visione mi sembra particolarmente indicata all'eclettismo contemporaneo e al lavoro di Debora Barnaba che ci racconta i suoi luoghi.

L'artista restituisce l'opera filtrata dalla sua anima, una molteplicità di forme e pensieri e culture che rischia di appiattirsi per accondiscendere al mercato globale. Per questo è ancora più bello, che una giovane artista si ispiri alla sua città omaggiandola di questi scatti.

La città che ritrae Barnaba non è la Varese di tutti, non è quella del visitatore e nemmeno di chi la abita e la percorre abitualmente, ma un punto di vista del tutto soggettivo. Ha una dimensione intimistica, racconta la malinconia, la solitudine, sentimenti normali fatti di contraddizioni, gioie, amori, luoghi carichi di significati, di fantasmi personali, tristezze che appartengono all'artista ma anche a tutti quelli che hanno la volontà di osservare le immagini che ci consegna.

I luoghi di Barnaba perdono le coordinate geografiche per concedersi alla sola narrativa delle emozioni. Sono dei non luoghi, delle necessità espressive dell'artista che appartengono all'autore quando le compone, ma poi finiscono con l'essere di chiunque se ne appropri, anche se non conosce l'arte e se a Varese non c'è stato mai.
dall'introduzione di Riccardo Crespi

  Autore: Debora Barnaba    
Pagine: 112, formato 22 x 22 cm, libro fotografico in B/N
cartonato con sovracopertina
Prezzo: Euro 25,00
ISBN: 978-88-89666-71-5
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