avanti popolo
Le lotte dei "lauradur" in un romanzo padano

Una storia scritta negli anni Sessanta del secolo scorso e tenuta chiusa nel cassetto per almeno quarant'anni. Si, tratta di racconti veri, raccolti nel paese dove l'autore è nato, Goito, nella rigogliosa pianura mantovana, dove ha trascorso gli anni dell'adolescenza e della prima giovinezza. Racconti "veri" di un mondo contadino d'antan, sparito come le lucciole, visti con gli occhi e l'affettuosa ironia di chi in quell'universo ha fatto in tempo a soffrire gli orrori del fascismo e della guerra, della miseria e della fame, ma anche a conoscere i turbamenti per i primi appuntamenti d'amore e a stringere amicizie che durano una vita.

Un paese rosso, che soltanto alla superficie, ma con ben altri intendimenti, può somigliare a quello di Peppone e di don Camillo, con braccianti e bergamin che non piegano la schiena, che tengono chiusi nel cuore i valori e le speranze di un mondo più giusto. Uomini che non si piegano alle feroci percosse degli squadristi, che aspettano con fiducia la fine dell'odiato regime, operando nei modi possibili sotto la dittatura e poi impugnando le armi nei diciotto mesi della lotta di Liberazione. E, ancora, combattenti instancabili contro le più odiose forme dello sfruttamento, fieri di fare parte del mondo dei "lauradur", portatori, sovente con forme di ingenuo primitivismo, di una speranza che non viene mai meno.

Una gradita sorpresa il Banali narratore soprattutto per chi pensava di conoscerlo a fondo. E' uscito dalla sua penna uno spaccato dell'universo del "pan de furmentun e dell'acqua del fos", del duro lavoro dall'alba al tramonto, del giaciglio spesso fatto di sole foglie di granoturco, di case senza elettricità, né acqua, né gabinetto, ma anche di travolgenti passioni e di indistruttibili legami di solidarietà, di orgoglio che discende da padri che si riconoscono nel Quarto Stato e in un socialismo nascente. Un mondo di forti tensioni emotive, di lacrime e sangue, di sofferenze ma anche di gioie e di feste collettive, che provoca il riso e il pianto, che si legge tutto di un fiato, che coinvolge e travolge dalla prima all'ultima riga. E lascia alla fine un filo di nostalgia per i valori perduti.

Prefazione di Ibio Paolucci e Franco Giannantoni

  Autore: Sergio Banali    
Pagine: 216, formato 14,5 x 20,5 cm,
15 fotografie in b/n
Prezzo: Euro 14.00
ISBN: 88-89666-09-9 / 978-88-89666-09-8
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