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La guerra di
liberazione dal nazifascismo in Italia 1943-1945
Una storia a temi
Prefazione
di Tino Casali - Presidente dell'ANPI
Una storia della
Resistenza per temi, così come l'Autore che la presenta. Una traccia
utile per camminare nelle diverse strade che hanno percorso quella
stagione. In effetti, molte sono stati i tentativi, alcuni molto
ben riusciti, di tracciare una storia della Resistenza, partendo
da quella famosissima di Roberto Battaglia per Einaudi. Una vecchia
edizione che vide la luce per la prima volta nel 1953. Ricordiamo
anche quella scritta di Giorgio Bocca nel lontano 1966 per Laterza.
Altri più recenti esempi. A noi vicinissimi, dizionari del periodo
resistenziale ad esempio, pubblicati da importanti Autori per Case
editrici nazionali, in occasione od immediatamente prima del sessantesimo
della Resistenza.
Nelle proposte
di analisi che seguono si trovano alcuni tra i momenti più significativi
di quella stagione come a costruire una intelaiatura di riferimento
e di lavoro di scavo successivo. E' il caso della partecipazione,
all'universo resistenziale degli IMI (Internati militari italiani),
una storia ancora poco sottolineata e conosciuta; una rivisitazione
sulle problematiche che portarono l'Italia in guerra e le fasi più
toccanti della guerra partigiana e delle stragi fasciste, il caso
dei Fratelli Cervi. Ma il discorso non si ferma qui. Deborda dalla
fine delle attività combattentistiche per portare l'attenzione anche
a momenti forti dell'immediato dopoguerra. L'universo partigiano,
i suoi malumori, le sue contraddizioni ma anche la sua ampiezza.
Il libro esce
proprio in una situazione nella quale, dopo il momento del ricordo,
circa sessant'anni dopo la fine degli scontri armati, il nostro
Paese vede ritornare prepotentemente a galla un vento di revisione
in negativo di quel fenomeno. Leggi, libri, opuscoli ed articoli
di giornali, ed in generale un clima di rivincita cercata da un
mondo che allora aveva perso la guerra e che per tanto tempo non
aveva trovato sponde politiche consenzienti che supportassero la
rivincita politica e culturale di coloro che allora si erano messi
dalla parte del torto. Dalla parte dei torturatori nazisti, dalla
parte dei repressori del popolo italiano.
Per questi,
ed altri, motivi l'ANPI, l'Associazione nella quale da sempre opero,
ha ancora più l'obbligo, più di altri momenti recenti, di svolgere
una vigile attenzione per quel che riguarda la memoria di quel periodo
e l'uso che ora viene fatto a livello sociale esteso. Cercare di
fare vivere, per le giovani generazioni che sono e che verranno,
la reale, l'esatta collocazione sul piano storico, al più alto grado
possibile, e la corretta interpretazione attuale di ciò che allora
fu e di ciò che ha permesso per i decenni a venire, sino ad ora
una reale dialettica democratica nel nostro Paese.
La Resistenza
come atto originario, fondativo, di alcuni momenti topici dell'Italia
repubblicana: il referendum sulla forma dello stato e l'assemblea
costituente; la successiva discussione attorno alla Costituzione,
e la sua successiva promulgazione all'inizio del 1948.
Una necessità
di presenza politica che si misura ora, nelle cose attuali. Il testo
che segue vi è un ritorno analitico e di riflessione su quei momenti,
che deve servire per orizzontarci meglio nella situazione attuale.
Un testo che entra nelle situazioni per proporre un senso, una interpretazione
dei momenti che affronta. Quindi non un ricordo neutrale, ma un
costruire proposte di lettura storica che vogliono scavare nel profondo.
La banalizzazione dei momenti resistenziali poco serve se questi
non si fanno pratica politica nel tempo. Se non riescono a rifare,
nell'oggi i comportamenti più virtuosi dello ieri: l'armonia di
fondo tra parti politiche molto diverse tra loro, la volontà di
arrivare ad una sintesi finale che accolga gli spunti valoriali
delle diverse accezioni culturali e politiche che compongono la
società attuale, in quei momenti in funzione e utilizzati. Certo
molti sono stati i cambiamenti dagli anni Quaranta del secolo scorso
ad ora.
Numerosissimi
elementi di dialettica sociale si sono sostanziati e si sono evoluti,
modificati. Fasi, ritorni storici, ripetizioni di ruoli e di comportamenti,
ma non possiamo dimenticarci che tutta la storia dell'Italia moderna,
dell'Italia come oggi la vediamo, parte dall'uscita dal Ventennio
fascista. Parte dalla risoluzione dei problemi legati alla dittatura
fascista ed alla risoluzione della situazione di arretratezza sociale
ed economica nella quale il fascismo aveva ridotto il nostro Paese.
Sballottandolo in guerre inutili e pericolose, coloniali e tremende,
sino al secondo conflitto mondiale. Movimento con pretese di avanguardia,
di rottura modernista verso l'Italia umbertina, verso l'Italia dell'immediato
primo dopoguerra, con ammiccamenti ed usi verso correnti futuriste
e crinali irrazionalisti mal digeriti, si è presto scoperto come
un utile appoggio alle parti più retrive del capitalismo italico,
alla repressione popolare ed al conformismo sociale, che tentava
inutilmente di mascherare con roboante fraseologia ultra moderna.
La Resistenza
è stato il movimento spontaneo di popolo che ha lottato, al momento
utile, contro tutta questa falsità, che ha messo in cima ai suoi
riferimenti spirituali la riaffermazione della moralità persa, che
ha saputo ridare una dignità al popolo italiano. Ha coniato una
moneta di riscatto in un momento tragico.
Tematizzare
quei momenti è un servizio in più per meglio interpretare la complessità
cui abbiamo accennato. La Resistenza è un fenomeno veramente complesso,
al di là della chiarezza che si ha sugli avvenimenti eclatanti,
sulle violenze, sui sacrifici, sofferenze che balzano agli occhi
e che solo anime servili possono cercar di sminuire o di equiparare
ad altre situazioni. La sua definizione, la sua chiara raffigurazione
è ancora al di là da venire completata. Uno sforzo in questa direzione
la compiono anche le pagini che seguono.
Tino
Casali
Presidente
dell'ANPI
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