L'Africa del duce
I crimini fascisti in Africa
Il libro ripercorre,
dall'avvento del fascismo fino alla caduta di Mussolini, gli eventi
più significativi del colonialismo fascista, attraverso documenti
ufficiali, lettere, quotidiani e altre pubblicazioni dell'epoca.
L'Istituto Luce
si curò di mostrare soltanto gli aspetti piacevoli e rassicuranti
di ciò che accadeva nelle colonie: soldati che aiutavano i bambini,
che costruivano strade, ascari incolonnati che facevano il saluto
fascista o che ammiravano le opere del genio italiano. Non furono
mostrate le terribili immagini dei morti, delle operazioni di bombardamento
con i gas, oppure i campi di prigionia. Tutto apparì agli italiani
come un'avventura utile, una missione di "civiltà". I retroscena
furono nascosti e sarà difficile portarli alla luce anche dopo molto
tempo.
Come osserva
Rochat: "La guerra chimica fu infatti cancellata dalla stampa, dalla
produzione documentaria e memorialistica e dalla coscienza popolare
con un'efficacia che ha pochi precedenti". Eppure non erano pochi
quelli che sapevano, ma per molti anni anche i protagonisti della
guerra d'Etiopia negarono. Del resto, anche altri crimini del fascismo
apparivano inesistenti.
Il mondo intero
osannò il governo antidemocratico e repressivo del fascismo. Ad
esempio, nell'America del 1932 un sondaggio che chiedeva chi è "il
più grande uomo del mondo" vide vincitore Mussolini, e il «New York
Times» lo definì "l'uomo di Stato più chiaroveggente del momento".
Negli anni '30 nessuno più si ricordava o diceva come quel governo
era salito al potere.
La violenza
espressa dal regime fascista era stata accettata e ritenuta utile:
il cosiddetto "biennio rosso" aveva terrorizzato l'intera Europa
dei privilegi, e aveva spinto le autorità ad accogliere con favore
sistemi politici rigidi e autoritari, in cui il potere era concentrato
nelle mani di poche persone. Si crearono stretti legami, sin dai
primi attacchi squadristi, fra industriali incattiviti dai continui
scioperi, imprenditori agricoli e fascisti. Il nazifascismo fu uno
dei volti del potere capitalistico, un volto che si era espresso
così ferocemente, fino a quel momento, soltanto fuori dall'Europa,
nelle terre considerate di nessuno, dove si poteva saccheggiare
e sfruttare impunemente. Dove i crimini più terribili non venivano
nemmeno conosciuti e la vita delle persone non valeva nulla.
Le potenze europee
furono ambigue e di fatto condiscendenti verso la ferocia coloniale
dell'Italia fascista, e dopo la Seconda guerra mondiale i vincitori
aiutarono l'Italia a insabbiare i crimini commessi contro l'Etiopia.
Non potevano certo permettere che un paese africano istituisse una
Norimberga contro un paese europeo, altrimenti quante Norimberga
avrebbero potuto essere istituite per i crimini commessi in Africa!
Con le conquiste
africane, affiorò in Mussolini lo spettro della mescolanza delle
razze e la paura che gli indigeni coloniali potessero pretendere
l'uguaglianza con gli italiani. Da queste paure derivò una legislazione
volta a rassicurare il duce e i gerarchi fascisti che la superiorità
della razza italiana si sarebbe imposta sulla nera, e che le due
razze sarebbero state tenute separate e distinte in difesa dell'"orgoglio
di razza" del dominante.
Oggi, dopo più
di sessant'anni, il problema del colonialismo italiano è ancora
tragicamente aperto. L'Italia non ha mai chiaramente e approfonditamente
fatto i conti col passato coloniale, e la perdita di tutte le colonie
dopo la Seconda guerra mondiale fece si che quel passato venisse
considerato già concluso, senza bisogno di capirlo e di rigettarlo
in modo critico e cosciente.
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Autrice: |
Antonella
Randazzo |
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| Pagine: |
368,
formato 14,5 x 20,5 cm
Inserto fotografico in B/N |
| Prezzo: |
Euro
15,00 |
| ISBN: |
978-88-89666-27-2 |
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