"Gianna" e "Neri"
fra speculazioni e silenzi.

Per oltre mezzo secolo il dibattito attorno alla eliminazione fisica, dopo la Liberazione, di Luigi Canali, il "capitano neri", il più noto comandante del Lario e della sua giovane compagna Giuseppina Tuissi "Gianna", ha lacerato il mondo politico e partigiano, provocando polemiche spesso rozze e maldestri tentativi di gettare una macchia oltraggiosa sulla lotta antifascista.

Quella che fu una scelta "necessaria" nella sua cinica spietatezza per sbarazzare il campo da un comunista idealista, autonomo nelle decisioni operative, sino a provocare scontri durissimi ai vertici locali e regionali del partito di Togliatti, con un PCI ancora diviso fra il sanguinoso settarismo e gli equilibri richiesti dalla nascente democrazia, emerge da una sentenza poco nota della magistratura italiana. E' quella del 1970 che applicò l'amnistia alle decine di imputati di omicidi e di reati contro il patrimonio.

Cancellando le responsabilità anche dei mandanti e degli esecutori di questo duplice atroce delitto, essa delineò con chiarezza il crinale delle colpe troppo spesso volutamente taciute nel tentativo, in gran parte riuscito, di evitare di pagare il prezzo con la giustizia prima che con la Storia.

  Autori: Giorgio Cavalleri e Franco Giannantoni    
Pagine: 288, formato 14,5 x 20,5 cm,
47 foto in b/n
Prezzo: Euro 18,50
ISBN: non disponibile
ESAURITO
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